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Sensation seeker e topolini: perché usiamo le droghe?

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Sensation seeker e topolini: perché usiamo le droghe?

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generale - 13/03/22

In tema di droghe, una delle ragioni più comunemente usate per spiegarne l'uso è che danno sensazioni molto piacevoli.

Il che è certamente vero. A meno che uno non sia masochista, non avrebbe senso andare a complicarsi la vita comprando sostanze illegali e mettendo a rischio la propria salute, se le sensazioni ricevute fossero oltretutto sgradevoli.

Ma questo ancora non spiega: perché solo alcuni ne fanno uso e il resto no?



Molti provano le droghe, ma riescono a rinunciarvi con facilità. Altri invece le provano e poi ne vogliono ancora.

Cercatori di sensazioni


Alcune categorie di persone, i cosiddetti sensation seeker sono sempre alla ricerca di sensazioni forti. La vita per così dire "normale", fatta di sensazioni tranquille come andare a lavorare, passare del tempo in famiglia o con gli amici, a loro non bastano.

Hanno bisogno di sensazioni intense, possibilmente ogni volta diverse e sempre più forti. Per questo possono essere più portati a far uso di sostanze.

Le sensazioni forti comportano quasi sempre dei rischi. Le droghe, ma anche buttarsi con il paracadute, rubare nei negozi, o fare rapine in banca, come in "Point Break" del 1991, con Keanu Reeves e il compianto Patrick Swayze.

Il rischio è uno dei fattori che mettono un freno alla ricerca ad ogni costo delle sensazioni forti per la maggior parte delle persone. Ma non per il seeker.

I giovani e le droghe


A parte il bisogno temperamentale di sensazioni forti, quali sono i motivi per cui un giovane inizia a far uso di droghe?

Per sperimentare, per sentirsi parte di un gruppo, o come forma di ribellione. Per rilassarsi, per placare l'ansia e la noia. Per sentirsi più grande. Per andare meglio a scuola. Negli anni 70 gli universitari usavano la Simpamina, quando le amfetamine in Italia erano legali.

In altre parole, l'uso delle droghe parte sempre come un tentativo di soluzione. Che però si trasforma presto in problema.

Questo però ancora non spiega perché non tutti iniziano a farne uso. E soprattutto perché molti smettono, dopo un po', mentre altri continuano.

Topo frustrato, topo spacciato


In questo video ci occupiamo di una possibile spiegazione psico-sociale del perché la gente usa le droghe. Dal punto di vista neurochimico sappiamo bene quali sono i meccanismi: la dopamina e il circuito di ricompensa, cioè del piacere.

Lo psicologo americano Bruce Alexander negli anni 70 fece un esperimento. Mise un topolino in una gabbietta con due dispenser, uno con acqua e l'altro con una soluzione di cocaina. Appena il topo scopriva la cocaina iniziava a prenderne sempre di più, finché non andava in overdose e moriva.

L'esperimento venne ripetuto tante volte con altri topi e tutti andarono incontro alla stessa, triste sorte.

Allora Alexander ebbe un'idea. Cosa succederebbe se facessimo una gabbia enorme, di diversi metri quadrati, e ci mettessimo dentro non uno, ma una trentina di topolini, maschi e femmine, e una serie di giochi, ruote, tubi, segatura con cui potessero giocare?

Un vero e proprio luna park per topi. E infatti l'esperimento prese il nome di Rat Park.

E ci misero anche gli stessi due dispenser con acqua e cocaina.

Con sorpresa, gli sperimentatori videro che di tutti i topi forse uno soltanto andò in overdose e morì (il sensation seeker di turno) mentre gli altri erano troppo impegnati a giocare, divertirsi e accoppiarsi. Occasionalmente facevano uso della cocaina, ma senza andare in overdose. Molto più spesso bevevano invece l'acqua semplice.

Perciò, concluse Alexander, per evitare di cadere nel vizio i topolini devono stare in un ambiente stimolante e appagante e far parte di una comunità, nella quale possano relazionarsi e divertirsi.

Se questo è vero per i topolini, non ti sembra che questo possa essere vero, a maggior ragione, per gli esseri umani?

Guardiamo in faccia la realtà. Se fai uso abituale di droghe è perché probabilmente la tua vita fa schifo. Oppure non è così appagante, secondo le tue definizioni e aspettative. Magari hai tutto ciò che potresti desiderare, da un punto di vista materiale. Ma ti senti lo stesso un buco dentro che ti impedisce di essere felice.

Si potrebbe fare un discorso a parte per l'uso cosiddetto ricreativo delle droghe. Ma il divisorio fra uso e abuso è fragile e ci vuole poco a farlo saltare. Può bastare un rovescio, un momento difficile della tua vita e dove vai a rifugiarti? In ciò che conosci, nelle sensazioni che ti sono familiari. Per il bulimico può essere la pasticceria. Ognuno ha la sua droga, come si dice.

Dunque, è fondamentale che tu organizzi la tua vita scegliendo accuratamente le cose delle quali diventare dipendente. Che siano in numero più ridotto possibile e con la minor quantità di effetti collaterali possibile.

Non è un caso che le abitudini della maggior parte delle persone ruotino attorno al lavoro, alla famiglia, alle amicizie. O hai una forza di volontà potentissima, e allora sei in grado di controllare le tue abitudini e le tue pulsioni a comando; ma quante persone, così, conosci?

Oppure ti rendi le cose semplici e ti circondi di contesti e abitudini sane, che richiedano poca forza di volontà per permetterti di vivere bene e senza problemi._


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