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Motivazione, disciplina, priorità, valori: quale funziona meglio?

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Motivazione, disciplina, priorità, valori: quale funziona meglio?

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generale - 31/03/22

Fino a non molto tempo fa, nell'ambiente del coaching e dello sviluppo personale "motivazione" era la parola vincente, quella attorno a cui ruotava tutto il settore.

Se vuoi ottenere risultati, in qualunque campo, devi essere motivato. E se non lo sei, devi trovare il modo di diventarlo. O qualcuno che ti aiuti a diventarlo, cioè un coach.

Ragionamento in apparenza ineccepibile.

Poi, di recente, ha iniziato a circolare l'idea che la disciplina sia meglio della motivazione. E che averle entrambe sarebbe la nuova formula vincente.

Ma si può fare di meglio?



"Motivazione" viene da "motore". La motivazione è il tuo motore interno, che ti fa alzare dal letto la mattina, ti fa fare la doccia e iniziare la giornata lavorativa.

È il motore che spinge l'atleta a fare sempre di meglio, a saltare più in alto e più lontano.

La motivazione può essere intrinseca o estrinseca. Quella estrinseca ti viene dall'esterno, sotto forma di ricompensa. Ad esempio, apparentemente, un atleta dovrebbe essere più motivato e ottenere risultati migliori, se è pagato bene.

Ma non sempre funziona.

Chi si interessa di calcio conosce tanti casi di giocatori strapagati, la cui performance però declina nel tempo.

Perché essere motivati solo dall'esterno è come non avere autostima e aspettarsi che siano gli altri a dirti che vali. Come abbiamo visto nel video della prostituta relazionale, link in descrizione.

Per questo, possedere una buona motivazione interna, o intrinseca, è importante. La motivazione interna è la passione genuina per ciò che fai, il fuoco sacro che brucia dentro di te.

Come Borg, il famoso tennista, che ogni santo giorno che il Padre Eterno mandava sulla terra prendeva il treno per andare ad allenarsi, dopo la scuola, perché i campi da gioco erano distanti da dove abitava.

Se sei motivato intrinsecamente, sei autonomo. Non hai bisogno di ricompense esterne. Se ci sono, meglio, ma se non ci sono tu vai avanti lo stesso.

Ma cosa accade se non lo sei? Cosa accade se un giorno ti svegli scoglionato, non hai alcuna voglia di andare a lavorare o di allenarti?

Entra in campo la disciplina


Escludiamo i casi patologici come la depressione. Se sei depresso, la scomparsa della motivazione a fare le cose che ti piacciono è uno dei primi sintomi.

Ma restando nel campo della normalità, tutti sanno che la motivazione a volte c'è, a volte non c'è, a volte è più alta e a volte quasi impercettibile.

Ecco che allora la tua rete di salvataggio si chiama disciplina.

Essere disciplinati è come avere un aguzzino, un carceriere interno che però ti vuole bene, e ti ricorda, implacabile, che hai preso un certo impegno e devi rispettarlo.

Essere disciplinati vuol dire obbligarsi a fare ciò che va fatto, anche quando non ne hai voglia. Chiamalo senso del dovere, forza di volontà o come ti pare, l'idea è quella: non hai voglia di fare una certa cosa, ma sai che va fatta.

E quindi sottometti la tua pigrizia a un'idea più alta: quella del dovere.

Certo, sappiamo bene che un senso del dovere troppo sviluppato, un Super-io mostruosamente ipertrofico, come direbbe lo psicoanalista, può causarti problemi.

L'importante è capire a cosa applicarla, la disciplina.

Se non la applichi a nulla, sei un pelandrone svogliato che resterà sempre al palo.

Se la applichi alle cose sbagliate, girerai a vuoto, andrai da qualche parte, ma non dove in realtà vorresti. Inseguirai cioè dei falsi obiettivi.

Se la applichi solo alle cose importanti, avrai successo nel raggiungere i tuoi obiettivi.

Se la applichi anche alle piccole cose, sei una persona scrupolosa e pignola.

Se la applichi alle cose che dovrebbero rimanere spontanee, come i desideri, allora soffri di ossessività eccessiva e ti metterai i bastoni fra le ruote.

Senso della priorità


Questo mi dà l'occasione di parlare del senso della priorità.

Abbiamo detto che la motivazione è una gran cosa, ma può essere ballerina: a volte c'è, a volte non c'è. E quando non c'è, solo la disciplina può salvarti.

Ma anche le macchine sono una gran bella cosa, perché funzionano bene, sono affidabili e fanno quello che devono senza chiedersi se hanno voglia di farlo. Non hanno bisogno di essere motivate.

Abbiamo anche detto che capire a cosa applicare la disciplina può fare la differenza fra avere successo oppure girare a vuoto.

Quindi, delle due, motivazione e disciplina, è la disciplina la più importante. Al limite, se hai zero motivazione, ma sei disciplinato e nel modo corretto, puoi anche fare a meno della motivazione.

Ma devi appunto essere disciplinato in modo corretto, cioè sapere esattamente a cosa applicare la disciplina.

E per poterlo fare devi avere ben chiare quali sono le tue priorità. In altre parole, prima di usare la disciplina devi sapere a cosa la andrai ad applicare.

Che cosa vuol dire priorità?

Una certa attività è massimamente prioritaria quando è al tempo stesso urgente e importante

Se qualcosa è per te sia urgente che importante, il modo di farlo lo trovi. Il bisognino fa trottar la vecchia, dicono in Toscana.

Ma deve essere al tempo stesso urgente e importante: se è solo urgente, ma non importante, girerai a vuoto. Come il bisogno di controllare continuamente il telefonino, fine a se stesso.

E se è importante, ma non urgente, non avrai alcun senso... di urgenza nel farlo. E quindi rischierai di prendertela troppo comoda.

Pagare la rata del mutuo a fine mese è importante. E se te la prendi troppo comoda, se cioè non percepisci questa scadenza come importante, potresti avere conseguenze indesiderate.

I tuoi valori personali


Uno dei compiti più importanti, produttivi e allo stesso tempo semplici che puoi fare nell'ambito dello sviluppo personale è quello della scoperta dei tuoi valori personali.

Ti metti davanti a un foglio di carta e fai una lista di tutto ciò che risponde alla domanda: "Che cosa è importante, per te nella tua vita?" descrivendolo con pochissime parole, meglio se una soltanto.

Così, come ti vengono, facendo un brainstorming con te stesso.

Quando hai completato la lista, la metti da parte fino al giorno dopo. Poi la riprendi e la trascrivi su un altro foglio, aggiungendo eventualmente altri valori che nel frattempo ti possono essere venuti in mente. Poi inizi a mettere le varie voci in ordine di priorità, da quella più importante a scendere.

Anche qui prenditi tutto il tempo necessario, anche più di un giorno.

Se ti trovi in dubbio nel decidere fra due valori quale sia il più importante, chiediti: "Se dovessi scegliere uno soltanto di questi due valori, A e B, quali sceglieresti? Potresti fare a meno di A tenendo solo B? O fare a meno di B tenendo solo A?"

Quando avrai terminato il compito, avrai una bellissima lista di idee, concetti o attività che sono i tuoi valori, ovvero ciò che è importante per te nella vita.

E fra questi, ti sarà facile individuare quelli che sono al tempo stesso urgenti, oltre a essere importanti.

I valori possono cambiare nel tempo, quindi potrà essere necessario rivederli. Ma aver prodotto questa lista ti servirà intanto come bussola per orientarti nelle tue attività.

Ti servirà anche per fare luce e capire meglio se per caso stessi correndo dietro a qualche falso obiettivo.

Un falso obiettivo è quello che stai perseguendo credendo che sia davvero ciò che vuoi, mentre è solo un artefatto della tua mente. È quello che ti fa girare a vuoto, quello per il quale perdi troppo facilmente la motivazione e che, quando il gioco si fa duro, ti viene voglia di abbandonare.

I falsi obiettivi non si basano sui tuoi valori più importanti. Ecco perché aver prodotto la lista dei valori potrà aiutarti a capire che cosa è davvero prioritario per te, e che quindi saprai sostenere con l'adeguata disciplina anche nei giorni o nei periodi in cui ti sentirai meno motivato.

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