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Chi è più attratto dal sesso? Uomini o donne?

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Chi è più attratto dal sesso? Uomini o donne?

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generale - 05/04/22

Domanda frequente: chi è più attratto dal sesso, gli uomini o le donne?



Parlando in generale di differenze fra uomini e donne, oggi va di moda dire che non ci sono differenze. Anzi, che ce ne sono alcune, ma molte meno di quelle che un tempo si credeva. Anzi no, uomini e donne devono avere pari diritti. E quindi non ci sono differenze.

Questo è il livello del ragionamento.

Le mode culturali e la politica ci mettono tutto l'impegno possibile per creare confusione e persino in ambito scientifico, che per definizione dovrebbe essere imparziale e immune alle ideologie, vediamo contaminazioni ideologiche.

Se non altro, la scienza ha qualche arma in più per mostrarci le cose come stanno. Sempre che uno abbia voglia di guardarle, è chiaro.

"Chiunque abbia una vita sessuale, sa che gli uomini hanno una pulsione sessuale mediamente più alta delle donne e che gli uomini pensano solo a 'quello'."

Questo è un luogo comune che molti danno per buono, sia uomini che donne.

D'altra parte, molte donne, specie di quelle che si considerano più al passo con i tempi, sostengono che le donne amerebbero il sesso quanto gli uomini e che ogni apparente differenza sarebbe da attribuire solo all'educazione e a fattori culturali.

Se sei una donna, dicono, sei stata cresciuta in modo da non fare sfoggio eccessivo della tua femminilità, altrimenti potresti essere considerata una poco di buono.

Diversi studiosi si sono proposti di verificare questi luoghi comuni.

Ad esempio, uno psicologo sociale di nome Roy Baumeister ha voluto scandagliare le differenze nelle pulsioni sessuali fra uomini e donne, senza trascurare le influenze culturali.

Ne parlo nel mio libro "I miti del sesso".

Tanto per cominciare, Baumeister ha rilevato che l'effetto di condizionamento dei fattori socio-culturali sui comportamenti sessuali è in effetti più forte sulle donne che sugli uomini. Baumeister ha chiamato tale fenomeno plasticità erotica.

Uomini e donne sarebbero mediamente diversi riguardo al grado in cui il desiderio sessuale può essere influenzato dai fattori socio-culturali. In altre parole, secondo Baumeister le donne avrebbero una plasticità erotica più alta e pertanto il loro desiderio sessuale sarebbe più flessibile e reattivo ai condizionamenti sociali, rispetto agli uomini, il cui desiderio rimane invece grosso modo sempre lo stesso dalla pubertà in poi, in modo abbastanza indipendente dall'ambiente sociale.

Ma quando lo scienziato scopre un fenomeno, non può fare a meno di chiedersi il perché.

Dunque, perché mai le donne dovrebbero essere più disponibili a modificare il proprio desiderio sessuale a seconda dei condizionamenti socio-culturali?

Baumeister prese in considerazione un'ipotesi molto semplice: il desiderio sessuale nelle donne è più basso che negli uomini. Le donne sarebbero più flessibili nell'adattare la propria sessualità a norme e contesti locali e situazioni differenti, perché non sono spinte da un desiderio così impetuoso come negli uomini.

La teoria di Baumeister fu accolta ovviamente in modo molto negativo dalla comunità scientifica.

Pensavano che l'idea che gli uomini fossero dotati di un desiderio sessuale più forte delle donne fosse uno stereotipo antiquato, sbagliato e persino offensivo, dice Baumesiter.

Allora si mise a cercare prove. Insieme a due colleghe donne, di cui una dichiaratamente femminista e ideologicamente convinta della parità totale fra uomo e donna, e un'altra psicologa senza idee precise sull'argomento. Il gruppetto passò in rassegna centinaia di studi scientifici.

Siccome non esiste una misura del desiderio sessuale accettata da tutti gli studiosi, il gruppo decise di basarsi su preferenze e comportamenti. Se fra due persone una ha un desiderio sessuale più alto dell'altra, quali differenze di preferenze e comportamenti ci aspetteremmo di trovare?

Ad esempio, la persona che ha il desiderio più alto penserà al sesso più spesso, avrà più fantasie e una maggior attività sessuale.

Avrà partner diversi, si masturberà più spesso e indirizzerà più tempo e risorse allo scopo di ottenere un'attività sessuale più frequente.

Dopo mesi e mesi di indagini, la risposta fu chiara e Baumeister pubblicò un libro dal titolo eloquente: "C'è qualcosa di buono negli uomini?"

"La differenza c'è ed è significativa. Gli uomini hanno un desiderio sessuale molto più alto delle donne […] Ci sono donne con un alto desiderio e uomini con un basso desiderio, ma in media quello degli uomini è più alto […] Tutti i segnali portano alla stessa conclusione: gli uomini pensano al sesso più spesso delle donne, hanno più fantasie a contenuto sessuale, che comprendono atti diversi e con partner differenti [...] Gli uomini si masturbano più delle donne, molto di più. La masturbazione è considerata dai ricercatori della sessualità come una delle misure più affidabili del desiderio sessuale, perché non è condizionata da fattori esterni come il bisogno di trovare un partner o dal rischio di malattie o gravidanze indesiderate."

Ma c'è dell'altro:

"Gli uomini corrono più rischi e affrontano costi più alti per il sesso (vedi il Presidente Clinton). Gli uomini vogliono più sesso delle donne, sia nelle coppie giovani che in persone sposate con lo stesso partner da più di quarant'anni. Gli uomini desiderano più partner rispetto alle donne e una maggior varietà di atti sessuali rispetto alle donne. Gli uomini iniziano l'atto sessuale più spesso e raramente lo rifiutano. Le donne iniziano più raramente e lo rifiutano più spesso degli uomini."

E infine:

"Per molte donne è più facile fare a meno del sesso. Una donna adulta può andare avanti da sola per mesi, a volte anni, pensando raramente al sesso e senza preoccupazione. Molti uomini impazziscono se non fanno sesso. Un uomo che si lascia con la fidanzata spesso inizia a masturbarsi il giorno seguente […] E persino di fronte a un voto di castità, per l'uomo è difficile trattenersi. Anche nel clero cattolico  la sproporzione è evidente: in uno studio, il 62% dei sacerdoti ha ammesso di avere una qualche forma di attività sessuale, contro il 49% delle suore, pur essendo entrambi votati al sacramento dell'astinenza totale."

Questo per quanto riguarda gli studi di Baumeister.

Ma uno studio di appena tre mesi fa ha concluso la stessa cosa, in modo diverso.

Il gruppo di studio di Vesa Putkinen, un neuroscienziato finlandese, e suoi colleghi ha mostrato degli stimoli visivi erotici a persone di entrambi i sessi, mentre una macchina per risonanza magnetica ne analizzava l'emodinamica cerebrale, cioè il flusso sanguigno in varie aree del cervello, per capire quanto fossero eccitati.

Altri studi precedenti sull'argomento, che avevano seguito questa strada, avevano interpretato i dati in maniera troppo semplicistica, utilizzando modelli algebrici di tipo lineare. A causa di ciò, non erano mai emerse differenze nette fra il funzionamento dei cervelli di uomini e donne.

Il gruppo di Putkinen ha utilizzato, invece, modelli matematici ad analisi multivariata e algoritmi di apprendimento automatico, per catturare gli schemi di attivazione del cervello e usarli per differenziare gli stati emotivi e cognitivi dei soggetti.

Cioè per avere indicazioni sulle differenze qualitative di pensieri ed emozioni dei soggetti dell'esperimento, in base a ciò che vedevano.

Questo metodo algoritmico-matematico si è rivelato talmente potente e sensibile che in passato è stato utilizzato per distinguere se il soggetto era uomo o donna a riposo, cioè senza sottoporli ad alcuno stimolo.

Ebbene, anche negli esperimenti di Putkinen è risultato che gli uomini erano mediamente più eccitati delle donne e che i loro cervelli rispondevano in modo diverso.

Usando un primo esperimento per effettuare il training dell'algoritmo, in una seconda fase lo stesso algoritmo è stato in grado di distinguere addirittura da solo, basandosi su ciò che aveva imparato, se il soggetto era uomo o donna.

Quindi Baumeister, dando come titolo al suo libro "C'è qualcosa di buono negli uomini?" forse non ha avuto tutti i torti.

Del resto è noto da sempre che il comportamento riproduttivo e sessuale è altamente dimorfico nell'essere umano, cioè uomini e donne hanno strategie riproduttive e sessuali molto diverse: l'uomo ha una grande capacità riproduttiva e bassi costi metabolici - almeno in apparenza - mentre la donna, al contrario, ha una capacità riproduttiva molto minore, perché deve aspettare nove mesi per dare alla luce un figlio, alti costi metabolici e impedimento fisico in gravidanza.

La donna alla nascita ha a disposizione circa 500 ovuli, che maturano uno al mese all'incirca. E se li deve far bastare fino alla menopausa, che arriva abbastanza presto.

L'uomo produce da 100 a 200 milioni di spermatozoi al giorno e l'andropausa, a differenza della menopausa, è un fenomeno molto più sfumato e per molti uomini non arriva mai o quasi.

Questo è il motivo fondamentale, cioè evoluzionistico, del perché per gli uomini fare sesso è molto più facile e meno problematico che per la donna e del perché il sesso, per l'uomo, ha un significato diverso che per la donna.

Sono quindi, gli aspetti culturali che si adattano semmai a quelli biologici, come spesso accade.

E non il contrario.

Riferimenti:

R.F. Baumeister, 2010, The Reality of the Male Sex Drive, Psychology Today online, tinyurl.com/nnb475x.

V. Putkinen & al, 2022, Accurate sex classification from neural responses to sexual stimuli, tinyurl.com/yc7tj3df.
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