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Le relazioni a distanza non esistono

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Le relazioni a distanza non esistono

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relazioni - 02/04/22

La diffusione dei dispositivi di comunicazione, computer e cellulari, fa sì che sempre più persone stringano amicizie con persone che abitano lontano, anche dall'altra parte del mondo.

Succede che tali amicizie possano trasformarsi piano piano in qualcosa di più. E così inizi a sperarci. E a dire - e a dirti - che hai una "relazione a distanza".

Vi sentite spesso, vi scambiate foto, vi confidate tutto, vi raccontate i dettagli delle vostre vite con l'idea che questo possa avvicinarvi. Almeno un po'.

Ma presto o tardi ti rendi conto che non sta funzionando.



Tanto tempo fa, quando internet non c'era, la gente aveva lo stesso, talvolta, relazioni a distanza. Ma sapeva che si trattava di situazioni temporanee e che non potevano durare a lungo.

Perciò facevano di tutto, se davvero erano interessati, per trasformarle in relazioni reali.

Quando andai in Brasile la prima volta, stavo solo andando in ferie. Ma conobbi una ragazza di cui mi innamorai e perciò, tornato in Italia, feci carte false per risentirla e soprattutto per rivederla.

Le telefonate intercontinentali costavano uno sproposito e così, come ogni ragazzo di 19 anni che deve arrangiarsi, scoprii un telefono in una piazza di Firenze che i tassisti adoperavano per parlare con la centrale.

I più anziani di voi si ricorderanno quei telefoni grigi con la cornetta, con il disco combinatore tappato, che sembravano facce senza occhi né bocca.

Un amico che lavorava alla Telecom, che allora si chiamava Sip, mi rivelò che alzando la cornetta e battendo ritmicamente sui pulsantini bianchi si poteva comporre qualunque numero. Anche quelli esteri.

Perciò, calcolando il fuso orario, ogni sera prendevo la Vespa - truccata - e correvo a Firenze per chiamare la ragazza, facendo spendere una fortuna alla centrale dei taxi.

Durò un paio di settimane e poi tolsero il telefono.

Allora iniziai a chiamare dall'ufficio. Anche lì se ne accorsero alla prima bolletta e siccome videro che le chiamate erano tutte in Brasile, e sapevano che il mese scorso ero stato in vacanza là, uno dei capi mi venne a cercare. Più per darmi dell'idiota per essermi fatto scoprire in modo così ingenuo, che per licenziarmi.

"Se prometti di non farlo più, non dirò alla direzione che sei stato tu".

Quindi non potevo più telefonare. A casa ero già stato diffidato a non azzardarmi più a toccare il telefono.

Che fare?

Iniziai a scrivere lettere. Ma a parte che a quella ragazza non piaceva scrivere, ci voleva troppo tempo. Te lo immagini, oggi? Mandi un messaggio su WhatsApp e l'altro ci mette 15 giorni a risponderti.

E così il mese successivo decisi di dare le dimissioni, di vendere la Vespa e la chitarra, di comprare un nuovo biglietto e tornare là di persona. A fare cosa? Boh, si vedrà. Intanto vado.

La relazione durò un paio di mesi e poi naufragò miseramente. Il resto poi andò bene, mi ambientai, trovai un lavoro rimasi più di due anni e mi divertii moltissimo. E conobbi mia moglie Rita.

Tutto questo per dire che una volta le relazioni a distanza erano considerate un inconveniente, un'anomalia, una situazione al massimo temporanea che si sarebbe dovuta trasformare al più presto in una relazione vera, in presenza.

Oggi, no.

Oggi la gente è davvero convinta che sia possibile mantenere una relazione sentimentale solo a distanza. Senza toccarsi mai. Facendo sesso attraverso il video.

Ora, è sempre un compito ingrato dover infrangere i sogni a qualcuno, e per fortuna ogni bambino scopre da solo che Babbo Natale non esiste, a meno che non abbia genitori di un certo tipo. Ma una vita ben adattata, quando sei ormai adulto, è quella dove riesci a guardare in faccia la "realtà". Se non tutta,  almeno a grandi linee.

Perciò è duro dovertelo dire, ma... le relazioni a distanza non esistono.

O più precisamente, a distanza possono certamente esistere le relazioni di amicizia, le relazioni parentali, le relazioni di colleganza, e le relazioni platoniche. Però, ricordi? l'aggettivo "platonico", se usato insieme a "relazione", di solito vuol dire sofferenza.

Vuol dire: "Vorrei, ma non posso".

Perciò, se anche tu ti stai illudendo di avere una relazione sentimentale a distanza nello stesso senso e con le stesse caratteristiche di una in presenza, dove puoi abbracciare e toccare l'altro, stai alimentando come minimo una futura delusione, nella peggiore delle ipotesi un vero e proprio delirio.

Se ti trovi in questa situazione e se davvero la relazione ti interessa, sforzati di trasformarla in una relazione vera, in presenza. Datti da fare e trova il modo. Oppure ridefiniscila nella tua testa e rendila un'amicizia. Oppure lasciala andare e trovatene una vera, nel luogo in cui vivi._


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