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Il potere della scarsità e del farsi desiderare: come e quando?

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Il potere della scarsità e del farsi desiderare: come e quando?

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relazioni - 11/05/22

"A chi non apprezza la tua presenza, fai sentire la tua assenza".

Mai sentito questo detto?

Nel video di oggi analizzeremo una questione abbastanza discussa, in tema di relazioni: devi farti desiderare, oppure no?

Alcuni sono convinti sostenitori del motto "in amor vince chi fugge", mentre altri sono per la trasparenza assoluta: bisogna sempre essere disponibili e mostrare il proprio interesse. Costi quel che costi.

Chi ha ragione? Nessuno dei due. Anzi no, hanno ragione entrambi.



Il fatto è che in psicologia - e la psicologia della seduzione non fa eccezione - leggi e principi dipendono spesso dalle condizioni al contorno, cioè da fattori esterni che possono modificare l'esito degli avvenimenti.

Riguardo al farsi desiderare, in alcune condizioni va bene e produce effetti positivi, mentre in altre è controproducente.

Il principio generale è quello della scarsità. Quando qualcosa è scarso, l'essere umano è portato istintivamente a dargli più valore.

Oro e diamanti valgono molto perché sono difficili da trovare. Per questo gli uomini hanno deciso che valgono molto, anche se il valore, come abbiamo visto in passato, è un'idea arbitraria. Non è che qualcosa vale in virtù di una sua proprietà intrinseca: vale solo perché noi decidiamo che ha un valore.

Ovviamente il valore non dipende solo dalla scarsità, ma anche dell'utilità. L'oro ad esempio è stato usato in passato come moneta di scambio universale.

Ti prego inoltre di notare che il valore reale non è uguale al valore percepito. L'aria che respiri ha un valore inestimabile, perché senza moriremmo tutti. Ma il valore che tu attribuisci all'aria è bassissimo. Quasi nullo.

Perché? Perché è ovunque, ce n'è in abbondanza e quindi non sei mai cosciente di averne bisogno. Tranne quando ci pensi. O quando ti viene a mancare. A quel punto, quando diventa scarsa, ti rendi conto affannosamente che non puoi farne a meno.

Lo stesso vale nelle relazioni. Se ti rendi troppo accessibile, finisci per essere dato per scontato. Anche se sei una persona di valore. Senza nemmeno rendersene conto, gli altri iniziano a trattarti come "quello che comunque c'è". Non ti cercano, perché tanto sanno che sei là, al tuo posto.

E sono proprio questi i momenti in cui è necessario che tu faccia sentire agli altri la tua assenza.

Devi però avere due qualità: 1) la sensibilità necessaria per capire che ti stanno dando per scontato e 2) la forza per renderti meno accessibile far sentire loro la tua assenza.

In realtà molti sanno perfettamente quando vengono dati per scontati, ma si raccontano che non sarebbe carino rendersi meno accessibile. "Perché io non sono mica uno che se la tira".

Bene, allora continua a soffrire se ti fa piacere. Continua a farti usare e a fare da pavimento agli altri. Tanto tu sei forte, no?

C'è effettivamente un punto oltre al quale, se neghi troppo agli altri la tua presenza, anche solo in senso emotivo, diventi quello che se la tira ed è opportuno non superare tale punto.

E il modo per scoprirlo è facilissimo: sia che tu sia troppo accessibile o troppo poco accessibile, alla fine gli altri smetteranno comunque di cercarti. Nel primo caso, perché non ne hanno bisogno: sei sempre là al tuo posto. Nel secondo, perché sei talmente poco accessibile che lo sforzo di averti sarebbe troppo alto e quindi ci rinunciano.

Modulare la tua accessibilità dovrebbe essere uno strumento di comunicazione, come un espediente sintattico che usi durante una conversazione.

Se vuoi richiamare l'attenzione di qualcuno, lo chiami per nome oppure gli fai: "Ehi!" per farlo girare. Ma quando hai ottenuto la sua attenzione, non continuerai a fargli: "Ehi! Ehi! Ehi!" o a chiamarlo per nome ripetutamente. Altrimenti penserebbero che soffri di autismo.

Allo stesso modo, quando sei uscito dalla bolla di scontatezza nella quale eri caduto, puoi riprendere a funzionare normalmente e a interagire con gli altri.

Un esempio pratico


Supponiamo ora che tu abbia appena conosciuto qualcuno e che sia in quella fase, divertentissima per alcuni e massacrante per altri, in cui vi state scambiando messaggi per decidere se uscire insieme una prima volta.

Ad esempio, sei un uomo e hai appena mandato il tuo messaggino di invito per un innocente caffè "in amicizia".

Passa un'ora, e nessuna risposta. Passa mezza giornata e nessuna risposta.

Domanda: devi insistere o lasciar perdere?

Il mio suggerimento, se la hai appena conosciuta, è di aspettare il giorno successivo e rinnovare l'invito. Se neanche la seconda volta otterrai risposta oppure se ricevi messaggi evasivi tipo "non saprei", "ho molti impegni in questi giorni" e simili, allora lascia perdere. Se è interessata a te troverà il modo di accomodarsi. Oppure sarà lei a rilanciare con una controproposta.

Supponiamo invece che accetti, ma che ti risponda dopo qualche ora. In questo caso dovresti replicare a tua volta, dopo però aver lasciato passare un tempo almeno uguale a quello che ha impiegato lei per risponderti.

Questo serve per dire senza dirlo: sono interessato a te, ma il mio tempo vale almeno quanto il tuo.

Evita assolutamente gli scambi in cui l'altro, uomo o donna non importa, ti risponde dopo ore o giorni, e tu immediatamente. Se fai questo ti svaluterai da solo e starai legittimando la perdita d'interesse dell'altro verso di te.

Perché una persona dotata di livelli normali di autostima e amor proprio, dovrebbe essere contenta di frequentare qualcuno che si vuole così poco bene?

Quindi, usa la tua sensibilità e il tuo amor proprio per capire se l'altro sta approfittando della tua disponibilità. E prendi contromisure caso dovessi notare schemi ricorrenti che non ti piacciono.

Se tu hai la tendenza a farti dare per scontato, ti succederà di esserlo davvero con molte persone. Ma se invece tieni a te stesso e metti dei limiti, saranno solo gli approfittatori di professione a provarci.

Quindi, prima di giudicare gli altri e di lamentarti, metti insieme i tuoi pezzi e il tuo gioco e solo allora sarai nella posizione di poter dare lezioni._


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