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Come litigare in modo produttivo e non distruttivo

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Come litigare in modo produttivo e non distruttivo

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comunicazione - 15/06/22

Sarebbe bello non litigare mai. Con tua moglie, tuo marito, i tuoi amici.

Bello, ma poco realistico perché le inclinazioni naturali di ogni essere umano, rendono il conflitto talvolta inevitabile.

Per quanto tu ti possa sforzare di non litigare, quindi, prima o poi arriva il momento in cui senti di voler mettere i puntini sulle "i". Ma c'è modo e modo di farlo.

Come si fa a litigare in modo produttivo, e soprattutto non distruttivo?



I conflitti trattati in modo improduttivo, ad esempio con i ritiri d'affetto, incolpando il partner, rinfacciando e rivangando il passato, possono danneggiare la relazione che hai con l'altra persona.

Un fattore importante che impedisce ai conflitti di diventare distruttivi e fa sì che la qualità della relazione non sia messa in discussione è mostrare che hai capito il loro punto di vista.

È molto più sano discutere o litigare con qualcuno quando capisci esattamente cosa sta dicendo. Anche se siete in disaccordo.

Sentirsi capiti può essere di grande aiuto. Tutti lo sanno, lo dicono e lo raccomandano. Eppure non sempre viene messo in atto perché è difficile ricordarselo quando sei preso dal calore della discussione.

In un esperimento, a 85 persone che si trovavano in una relazione da almeno sei mesi è stato chiesto di tenere un diario dei litigi di coppia, annotando quanto si sentissero capite e contente di stare in quella relazione.

La contentezza diminuiva nei giorni in cui c'erano state discussioni, com'è ovvio, ma solo se avevano avuto la percezione che il partner non capiva il loro punto di vista.

In un secondo esperimento ai soggetti è stato chiesto di descrivere un litigio avuto con il partner, quanto si fossero sentiti compresi e perché tale comprensione o incomprensione avesse fatto differenza.

Di nuovo, i soggetti che si erano sentiti compresi hanno riportato giudizi molto più positivi.

Quando discuti, se ti sforzi di capire le cose dal loro punto di vista, fai sentire che la vostra relazione è solida e basata sulla comunicazione.

Quando non vi capite, invece, è come se vi trovaste su pianeti differenti e questo non fa bene alla relazione.

In terapia di coppia a volte si chiede a uno dei due di ripetere ciò che l'altro ha appena detto, come esercizio di ascolto, per verificare se il messaggio è stato compreso.

E non di rado se ne sentono delle belle, perché l'altro protesta immediatamente: "Ma io non intendevo affatto questo!"

Il risultato di una comunicazione si misura all'arrivo. Tu puoi essere del tutto convinto di essere stato chiaro, ma devi ricordarti sempre di verificare. Dare per scontato che l'altro ci stia sempre capendo, o peggio ancora, che ci legga nel pensiero, è uno degli errori comunicativi più frequenti.

Quindi, anche se non c'è un terapeuta a chiedertelo, un modo molto semplice di verificare è ascoltare e poi dire: "Quindi, se non ho capito male, tu mi stai dicendo che..." e poi ripeti con una parafrasi ciò che l'altro ha appena detto.

Parafrasare vuol dire ripetere la stessa cosa, ma con parole diverse. Possibilmente ancora più semplici.

Saprai di essere stato compreso quando potrai leggerlo nei suoi occhi, nella sua espressione. Lo vedrai illuminarsi come un albero di Natale e ti risponderà: "Sì esatto! È proprio così" o qualcosa del genere.

Una volta riuscito a comprendere esattamente cosa sentono loro, e quindi dopo che avrai capito che loro hanno capito che tu hai capito, solo allora potrai esprimere ciò che senti tu. E poi incrociare le dita e sperare che anche loro abbiano visto questo video.

Se vai in un paese straniero e pretendi che siano loro a parlare la tua lingua, potresti incontrare difficoltà. Con alcuni vi capirete, ma con molti altri no. È meglio allora adattarti e parlare tu la loro lingua. In tal modo potrai comunicare con tutti e avrai meno difficoltà.

Ma la stessa cosa vale sempre, perché ognuno parla una propria lingua. Essere comunicatori competenti significa allora imparare a parlare la lingua dell'altro. E imparare significa ascoltare, e poi verificare di aver capito bene.

A questo punto ti svelo non uno, ma ben due segreti.

Il primo è che non puoi conoscere davvero qualcuno finché non ci hai litigato almeno una volta.

Il secondo è che se impari a fare bene tutto questo che ho descritto, non hai bisogno di essere empatico, di empatizzare con le sensazioni dell'altro.

Se riesci a ripetere con parole semplici ciò che gli altri hanno in mente e nel cuore, e proprio nel momento - bada bene - in cui hanno il massimo bisogno di essere capiti, avrai fatto centro e sarai considerato un grande comunicatore.

Perché agli altri non interessa che tu senta la stessa cosa che sentono loro. Interessa essere capiti.

Bibliografia:

Corinne Purtil, 2016. Quartz online. Researchers have isolated exactly how to make conflict in relationships healthy.
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