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Cuore e ipocondria: fa male allenarlo?

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Cuore e ipocondria: fa male allenarlo?

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psicoterapia - 30/07/22

L'ipocondria può avere vari organi bersaglio. Uno dei più gettonati da chi soffre di questo disturbo è il cuore.

Se anche tu hai questo tipo di paura, starai probabilmente in ascolto continuo sul tuo cuore e sui sintomi dell'infarto, di cui sarai diventato il massimo esperto vivente: il dolore al braccio, il senso di svenimento, di oppressione al torace.

E magari li sentirai anche, quei sintomi! Tale è il potere dell'autosuggestione.



Hai mai fatto quel gioco, nei lunghi viaggi in macchina, in cui fate a gara a chi vede più macchine rosse? Dopo un po' ti sembrerà di vedere molte più macchine rosse del normale.

Si chiama attenzione selettiva ed è il fenomeno cognitivo per cui se fissi l'attenzione su uno stimolo, avrai l'impressione che sia più intenso o frequente di quanto è realmente.

Ed è ciò che succede quando hai paura dei sintomi come quelli dell'infarto. Magari hai davvero un dolorino al braccio, ma per motivi del tutto diversi: perché sei stato in palestra e hai i muscoli indolenziti, oppure hai un senso di oppressione perché fuori fa più caldo che all'inferno.

Ma siccome hai paura, ti fissi su questi stimoli, amplificandoli.

E come in ogni circolo vizioso che si rispetti, questo fa a sua volta aumentare l'ansia. Che ti fa aumentare i finti sintomi ecc.

Istintivamente - e sbagliando, perché anche l'istinto può prendere grosse cantonate - ti dici allora che per scongiurare il rischio di un infarto forse è meglio se stai riposato. Smetti di fare sport, di correre, di camminare velocemente.

Stai perdendo il treno, e rallenti la camminata per non affannarti. E perdi il treno.

Potresti persino smettere di uscire di casa. E siccome non ti muovi, tendi a ingrassare.

Allora vai in bagno, ma non ti sforzi nemmeno un po', perché "ti potrebbe scoppiare una vena". E diventi stitico.

Insomma, come tutte le forme d'ansia debilitante, ti crei da solo, e con le migliori intenzioni, delle gravi limitazioni alla tua vita normale.

Se mi muovo meno riduco il rischio d'infarto?


Ovviamente no. Anzi, semmai è proprio il contrario.

Il cuore è un muscolo e come tutti i muscoli deve essere esercitato per mantenersi in buono stato.

Ok, potresti pensare, ma il cuore non batte sempre, incessantemente? Non è già quello un buon allenamento?

No, perché allenarsi vuol dire sottoporre il corpo a stimoli più intensi di quelli normali a riposo.

Senti prima il tuo medico o il tuo cardiologo per sapere se, date le tue condizioni, puoi fare esercizio fisico.

E se la risposta è sì, vedrai che il loro parere sarà lo stesso di quello che ti sto dando io, e cioè se vuoi rendere meno probabile il rischio di malattie ed eventi cardiovascolari, quindi anche d'infarto, dovresti allenarti.

Che può consistere anche nel fare i classici 10.000 passi al giorno, come suggeriscono alcuni.

Io mi romperei l'anima a camminare così tanto tutti i giorni. Altre forme d'allenamento, come i pesi, gli sport di combattimento e la corsa di velocità li trovo più divertenti. Ma questi sono i miei gusti.

Se a te piace andare in bicicletta, nuotare o camminare molto, fa' pure, è sempre meglio di niente.

L'unica cosa che ti prego di non fare è cadere nella trappola della paura, arrivando a credere che meno ti muovi, più il tuo cuore sarà al sicuro. Perché è vero proprio l'opposto.

L'illusione di essere al sicuro può essere pericolosa._


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