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Apprendimento istantaneo: trauma, imprinting, eventi scatenanti

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Apprendimento istantaneo: trauma, imprinting, eventi scatenanti

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generale - 20/04/22

Spesso le persone si chiedono: "Perché sono arrivato a questo? Perché mi è venuta questa paura o questa ossessione? Eppure prima non ero così!"



Se sei felice, difficilmente ti verrà da cercarne le cause. Sei felice e basta. Che altro c'è da sapere?

Ma se sei ansioso, puoi stare certo che prima o poi - di solito più prima che poi - ti verrà da chiederti il perché.

In parte per via della componente ossessiva dell'ansia, in parte perché la natura, o meglio l'evoluzione, ci ha fatti in modo che prestiamo più attenzione quando le cose vanno male di quando vanno bene. Perché questo dà un vantaggio in termini di sopravvivenza.

La teoria del trauma


Una delle prime teorie psicoanalitiche, la teoria del trauma, vedeva l'essere umano come puro e perfetto alla nascita, e poi via via segnato e intaccato nel suo equilibrio emotivo come conseguenza dell'educazione e della vita.

Nel corso della storia della psicoterapia, non solo psicoanalitica, l'idea di trauma ha avuto corsi e ricorsi.

Il trauma è stato prima ipotizzato come causa comune a tutti i problemi mentali, poi declinato in varie forme - trauma improvviso, trauma cumulativo, cioè tanti piccoli traumi che si accumulano, traumi minori. Poi declassato: nulla si deve al trauma.

Poi il ritorno: ad esempio con l'EMDR, una tecnica di desensibilizzazione sensomotoria usata principalmente con i traumi.

Il problema dell'idea di trauma, tuttavia, è che può essere difficile stabilire quando sarebbe avvenuto il trauma e addirittura se è avvenuto davvero.

Un conto è il soldato che torna scioccato dalla guerra, o la vittima di aggressione o rapina. Che continuano ad avere flashback, oppure incubi, cioè immagini intrusive che li riportano al momento in cui è avvenuto effettivamente il trauma.

In questi casi si può parlare di un vero e proprio disturbo dovuto al trauma, e che può essere diagnosticato come disturbo da stress post-traumatico, se sono presenti i sintomi caratteristici.

Ma un trauma infantile?

Come fai essere sicuro di aver subito un trauma o un abuso quando avevi due anni?

Abbiamo già visto in un altro video degli scherzi che può giocare la memoria e di come la memoria degli esseri umani lavori per ricostruzione e non per richiamo come nei computer (trovi il link in descrizione).

In altre parole: il trauma vero e proprio quasi sempre è ben riconoscibile e localizzabile nel tempo. Se mancano queste caratteristiche è difficile ipotizzare persino che sia avvenuto.

Imprinting


Un'altra idea popolare e per certi versi affine a quella di trauma è l'imprinting.

L'imprinting è una speciale forma di apprendimento che si verifica solo all'interno di determinati periodi critici. La parola "imprinting" è stata utilizzata per primo da Konrad Lorenz, l'insigne etologo, che studiò fra le altre cose come certe specie animali "imparano" chi è la propria madre.

L'esperimento famosissimo degli anatroccoli appena nati, che vedendo come prima figura la madre, "imparano" che quella è la loro madre e quindi la seguono ovunque. Ma se vedono per primo lo scienziato, "imparano" che è lo scienziato la madre e quindi seguono lui.

Addirittura, se vedono per prima una sagoma di cartone con occhi e bocca, "imparano" che quella è la madre.

E questo apprendimento può solo avvenire entro poche ore dalla nascita, cioè dentro un periodo critico, una finestra temporale breve e definita.

Nel parlare comune alcuni a volte confondono i due termini, trauma e imprinting. Ma un trauma è per definizione un evento negativo, che lascia conseguenze negative.

Un imprinting invece può essere negativo o meno e per poter aver luogo devono darsi certe condizioni, cioè l'organismo deve essere all'interno di un periodo critico, come abbiamo detto. Ma è comunque un evento che causa conseguenze di lungo termine.

L'imprinting nell'essere umano non ha tanta importanza come in altre specie animali. L'apprendimento nell'essere umano funziona in modo molto più complesso e ramificato.

Ma i periodi critici sono importanti anche nell'uomo, come ad esempio nello sviluppo della vista.

Se tu da bambino hai il cosiddetto occhio pigro, e non te lo prendono per tempo mettendoti l'occhiale con l'occhio tappato, quello con il vetro smerigliato, rischi di perdere la vista da quell'occhio.

Perciò se tuo figlio piccolo ti dice che da un occhio non ci vede bene, corri a portarlo dall'oculista.

Apprendimenti improvvisi


Si possono avere apprendimenti non traumatici, cioè che non hanno le caratteristiche del trauma come modernamente è definito, quindi ad esempio senza flashback, ma che lasciano conseguenze molto forti in negativo, oppure in positivo.

Di solito questi apprendimenti improvvisi avvengono nelle situazioni dove sono coinvolte emozioni molto forti. Emozioni e sensazioni forti, per il cervello sono un potente incentivo a fissare i ricordi in memoria. Anche le sensazioni forti indotte dall'uso di sostanze.

Questo è uno dei motivi per cui chi fa uso di droghe, per indicare qualcuno in uno stato di irrazionalità emotiva o addirittura psicotica, in seguito a una cattiva esperienza di uso di droghe, fin dagli anni 60 parla di flip out o flipped out, o flippato, italianizzato, o flippaggio o flippagione, toscanizzato.

Ma ovviamente anche stati emotivi molto positivi, come ad esempio una premiazione o un riconoscimento pubblico, di fronte a molte persone, possono farti "imparare" che sei una persona di valore e competente.

Di sfuggita, questo è un ottimo esempio di quanto le esperienze sociali e in gruppo possano talvolta aiutare, se vissute nel modo giusto. Il gruppo può essere un potente mezzo per creare o modificare l'identità personale.

Evento scatenante


Un modo ancora diverso di imparare istantaneamente è l'evento scatenante, la classica goccia che fa traboccare il vaso, che fa leva su una tendenza sottostante già esistente.

Occorre quindi che ci sia una predisposizione a quel tipo di eventi.

Può essere l'hashish che fa uscire allo scoperto un disturbo d'ansia o una psicosi prima latenti, cioè dormienti, o il film horror che ti fa venire gli attacchi di panico.

"Dottore, non ho mai avuto questo problema, ma la scorsa settimana sono andato a vedere Hellraiser, quel formidabile film horror degli anni 80, e da allora non faccio altro che incubi orribili! Come mai?"

Forse non avevi mai avuto questo problema, ma più probabilmente invece eri già un po' ansioso e il film ha fatto come la proverbiale goccia, facendo precipitare la tua ansia.

Da cui il famoso detto "conosci te stesso": se sai di essere tendente all'ansia, non dovresti andare a vedere film horror prima di averla curata!

La tecnica giusta si chiama esposizione graduale, non esposizione totale e indiscriminata.

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