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5 passi per superare la paura di parlare in pubblico

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5 passi per superare la paura di parlare in pubblico

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comunicazione - 09/01/23

Parlare in pubblico non è diverso dal sostenere un esame orale, solo che invece di rispondere ad alcune domande, devi fare un discorso intero!

La paura di parlare in pubblico, chiamata anche glossofobia, è una delle paure più comuni, che può impedirti di esprimerti al meglio e di raggiungere i tuoi obiettivi.

I sintomi sono quasi gli stessi dell'attacco di panico (ADP) e infatti, come abbiamo visto nello scorso video, spesso il panico si associa alle fobie.

In questo video ti darò alcune tecniche e tattiche che potrai utilizzare per affrontare questa fobia e diventare un professionista della comunicazione in pubblico!



Come in tutte le fobie, la strategia principe (o principessa) è l'esposizione graduale.

Devi cioè restare nella situazione che ti provoca ansia, senza scappare, finché non ti sarai abituato e non proverai più alcuna paura.

1. Conosci il tuo pubblico


Cerca di sapere in anticipo come sarà composto il pubblico a cui parlerai. Se sai a chi dovrai rivolgerti, potrai adattare il tuo discorso alle loro esigenze e interessi.

E usare un linguaggio comprensibile e appropriato, più semplificato o più tecnico, a seconda del livello culturale e della preparazione del tuo pubblico.

Non puoi parlare a una platea di studenti delle scuole elementari o medie come se stessi parlando per tenere una lezione a una classe di professori universitari o dirigenti aziendali.

2. Conosci il luogo


Cerca di prendere familiarità con il luogo dove dovrai tenere il discorso. Se possibile, visiona delle immagini o video, o meglio ancora, recati direttamente sul posto. Informati e fai delle prove per capire com'è l'acustica, che impianti di sonorizzazione sono disponibili, se ci sono proiettori di diapositive e così via.

Cerca di lasciare al caso il meno possibile.

3. Prepara e prova il tuo discorso


Prepara in anticipo il discorso che dovrai fare e assicurati di avere le idee chiare su ciò che vuoi dire e come lo vuoi dire. Puoi anche prepararti una scaletta e tenerla davanti a te o in mano, per aiutarti a ricordare i punti principali del discorso. Nessuno se la prenderà a male se la guarderai ogni 5 o 10 minuti mentre parli.

Attenzione, non basta rileggere e ripassare il testo del discorso tante volte, a voce alta: dovrai esercitarti anche nel modo in cui dovrai presentarlo. Quindi modulando la voce, come se fossi già davanti al tuo pubblico.

Riguardo al testo, potrebbe essere una buona idea non essere costretto a impararlo a memoria, come quando ti facevano recitare una poesia a scuola. Se ne impari il senso e le frasi salienti, potrai adattare ciò che dirai anche se non ti ricorderai qualche parola.

E poi avrai sempre la tua scaletta a disposizione. Ecco, se proprio devi imparare a memoria qualcosa, impara la scaletta!

4. Uso delle slide


Se invece usi delle slide, al posto della scaletta, non leggere pedissequamente ciò che c'è scritto.

Una regola delle buone presentazioni dice: se una presentazione consiste solo nel leggere delle slide, uno dei due è inutile: o tu, o le slide.

5. Parlare a tutti


Se la platea è vasta, girati ogni tanto da un lato e dall'altro, cercando di stabilire un contatto con tutto il pubblico. Evita di rimanere fisso con lo sguardo su un solo ascoltatore, primo perché sarebbe una mancanza di rispetto verso gli altri, che smetteranno presto di darti attenzione, e poi perché tradirebbe insicurezza.

Fissarsi su un solo ascoltatore fra tanti, infatti, è un errore delle persone insicure, che individuano la persona che sembra più interessata e cercano quindi di parlare solo a lei. Invece dovresti essere un motore, che risveglia e muove l'attenzione degli altri. Non sei uno studente a un esame, che sta rispondendo a delle domande.

Sei tu a condurre, non a essere condotto.

Tutte le altre tecniche che di solito vengono suggerite: respirazione, meditazione, gestione dello stress, esercizi di rilassamento ecc. possono avere un ruolo, che però resta marginale.

La vera strategia consiste nel prepararsi come ti ho spiegato e poi buttarsi, accettando che farai alcuni errori.

Si chiama "combattere l'ossessività", cioè la pretesa di avere la sicurezza in anticipo che non farai nessun errore, che tutto debba essere perfetto.

Non basta neanche "credere in te stesso" perché la fiducia, anche in se stessi, per molti di noi è una conquista a cui occorre arrivare con l'esperienza. È più un punto di arrivo che di partenza

Credi piuttosto solo nella tua determinazione di portare in fondo il compito, ogni volta che sarà necessario.

In questo modo, imparando e dimostrando a te stesso che stai migliorando, una volta dopo l'altra, acquisterai fiducia nelle tue capacità e potrai così credere in te stesso.

E così gli altri potranno credere a ciò che avrai da dire._


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