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15 modi per studiare meglio e prendere buoni voti 1/3

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15 modi per studiare meglio e prendere buoni voti 1/3

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generale - 08/01/22

Video serie in 3 puntate: 15 suggerimenti per studiare meglio e prendere buoni voti agli esami. Prima puntata: quando, con chi e dove studiare.



Una delle domande frequenti che i ragazzi mi fanno è: come si fa a studiare in modo da capire e ricordare meglio?

In questa video serie ti darò 15 suggerimenti per studiare in modo più efficace, massimizzando le tue possibilità di prendere buoni voti agli esami.

La serie è divisa in tre puntate, nell'ultima ti spiegherò cosa fare e non fare durante le interrogazioni.

Quando mi iscrissi a psicologia, nel lontano 1993, una delle prime cose che cercai di capire è come fare a studiare in modo più efficiente, perché ero uno studente lavoratore e il mio tempo era limitato.

Ovviamente alla facoltà di psicologia non ci sono corsi specifici che ti insegnano a studiare, ma dalla psicologia generale si possono prendere molte idee per capire come ritenere le informazioni in memoria e richiamarle quando serve, cioè per uno studente al momento dell'esame.

Nota bene: tutte i suggerimenti che imparerai qui derivano in parte dalla ricerca scientifica, ma in parte sono un resoconto di quello che ha funzionato e funziona meglio per me.

Quindi dovrai fare alcuni esperimenti per capire cosa funziona bene per te.

1. Quando studiare


Uno dei miti che dobbiamo sfatare per primi è il "quando".

Di sicuro anche tu avrai sentito dire che si studia meglio al mattino, quando la mente è fresca è riposata.

Come dicevo, mi iscrissi a psicologia da studente lavoratore. Lavoravo tutto il giorno e quando tornavo, la sera, dopo cena, mi mettevo a studiare e continuavo fino alle 3 o le 4 del mattino.

Capisci facilmente che a quell'ora non si è proprio freschi come una rosa.

Eppure, mi resi conto che le cose che studiavo mi rimanevano in testa molto bene.

Infatti, mentre studiavo il funzionamento della memoria capii che tendiamo a ricordare meglio le cose che studiamo subito prima di addormentarci.

Quindi la differenza sembra essere non tanto se la mente è fresca e riposata o meno, ma quando studi.

Questo è anche il motivo perché riempirsi di caffè o di energy drink (o di amfetamine, come facevano gli universitari negli anni 70) non solo non ti aiuta, ma ti rende più difficili le cose.

Prova a fare un esperimento: studia per una settimana solo la mattina, e poi un'altra settimana solo la sera e appena finisci vai subito a letto.

Non è necessario stare svegli fino alle 3 o le 4, come facevo io, basta che appena smetti te ne vai subito a letto.

E poi vedi se trovi delle differenze.

2. Con chi studiare


Studiare da soli o in compagnia?

Dice il proverbio: "Meglio soli che male accompagnati" e in parte è vero.

"Chi fa da sé fa per tre" e anche questo a volte funziona.

Ma nello studio la cosa che funziona meglio è studiare da soli, e ripassare insieme ad altri, simulando un esame.

Quando studi, cioè quando leggi, devi farlo inevitabilmente da solo. È il tuo cervello, sono i tuoi occhi, quindi sei tu con te stesso.

Una delle tentazioni più frequenti, quando studi, è leggere una frase o una pagina e poi dire a te stesso: "Ah sì, ok, questa cosa l'ho capita, andiamo avanti".

Solo che, se provi a richiamare alla memoria quello che hai studiato, diciamo dopo un'ora, molte volte non te la ricordi.

Perché? Perché la memoria ha bisogno di ripetizione, di essere esercitata, sfidata, messa alla prova.

Ha detto qualcuno che non hai imparato veramente qualcosa finché non l'hai imparata in almeno 3 modi diversi.

Ecco perché è importante far sì che sia qualcun altro a testarti, con il ripasso, come se fosse un professore che ti sta esaminando.

Perciò mettiti d'accordo con qualche tuo collega per ripassare insieme la lezione, però DOPO che l'avrete studiata ognuno per conto proprio: studiare insieme non funziona.

3. Dove studiare


Dove studiare. Dove ti pare, purché sia un luogo tranquillo. Le distrazioni involontarie, che ti vengono dall'ambiente circostante, non aiutano.

Ma delle brevissime distrazioni volontarie, di pochi secondi, una volta ogni 10 o 15 minuti, ad esempio stiracchiandoti la schiena o distogliendo lo sguardo dal libro e guardando per un attimo fuori dalla finestra, mettendo a fuoco un punto lontano, ti aiuteranno a controllare la stanchezza e la tensione.

Nella prossima puntata di questa video serie proseguiremo con i suggerimenti ed entreremo nel vivo delle tattiche da utilizzare durante lo studio.

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