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Introversione, estroversione, timidezza e fobia sociale

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Introversione, estroversione, timidezza e fobia sociale

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psicoterapia - 01/02/22

Molto spesso si confonde l'introversione con la timidezza, ma sono cose molto diverse. E altrettanto spesso si pensa che essere estroversi sia meglio che essere introversi.

Ma chi l'ha detto?

Guarda tutto il video per capire che cosa sono e in cosa si distinguono introversione, estroversione, timidezza e fobia sociale.



Di solito si dice che la persona timida è introversa e siccome la timidezza non è considerata un tratto desiderabile del carattere, si pensa che nemmeno l'introversione lo sia.

Vediamo però di fare un po' di chiarezza.

Le parole "introversione" ed "estroversione" significano, letteralmente, "rivolto verso l'interno" e "rivolto verso l'esterno".

Gli psicologi definiscono l'introversione/estroversione come quel tratto del carattere che ti fa essere più predisposto a vivere e dialogare con te stesso, versus, cioè opposto a, dialogare con gli altri.

Alcuni definiscono l'introverso come quello che "ricarica le sue batterie", cioè attinge energia dallo starsene da solo, e l'estroverso quello che si ricarica stando in mezzo agli altri.

E fin qui, come puoi vedere, nessuno dei due atteggiamenti è giusto o sbagliato.

Infatti, come per ogni caratteristica psicologica, ci sono momenti e situazioni dove è più appropriata l'introversione e altri in cui è più appropriata l'estroversione.

Ad esempio, se devi studiare sei solo con te stesso e questo infatti è il motivo per cui generalmente gli introversi sono buoni studenti.

Ma se devi vendere qualcosa a qualcuno o parlare in pubblico, l'estroversione ti farà senz'altro più comodo. Ed ecco anche perché non vedi molti medici o ingegneri che lavorano come venditori.

Essere introversi è un po' come avere una casa tua: ci passi dentro molto tempo, ma se vuoi, puoi decidere di uscire. Essere estroversi è invece un po' come non avere casa. Vivi sempre all'aperto, da nomade, e non senti il bisogno di stare al coperto e di isolarti.

Essere introversi non vuol dire avere difficoltà a relazionarsi con gli altri e quindi l'introversione di per sé non è un problema. Il problema è quando non riesci a uscire di casa quando vorresti, perché hai paura di quello che potrebbe esserci là fuori.

Che cos'è la timidezza


La timidezza è infatti proprio questo: avere il desiderio di relazionarsi agli altri, ma non riuscire a farlo per paura. Paura di cosa? Lo vedremo fra un istante.

Ma se tu non hai il desiderio di relazionarti agli altri, non puoi essere timido, per definizione.

Magari sei solo introverso. O addirittura hai una personalità schizoide, come gli eremiti, che se ne stanno per conto proprio.

Quindi, se sei timido, per definizione tu vorresti avere una vita sociale più ricca, ma non riesci ad averla. Perché hai paura.

La paura dei rapporti sociali, o timidezza, può esprimersi in due modi diversi.

1) Il primo modo consiste nella convinzione di non essere all'altezza degli altri, quindi si basa sulla mancanza di autostima. Senti di essere una persona che ha un basso valore e percepisci gli altri come superiori a te. E dunque ti senti fuori posto in mezzo a loro.

È un atteggiamento di tipo rinunciatario, quindi tendenzialmente depressivo: non ci provo nemmeno, tanto non ne vale la pena. Hai già deciso come stanno le cose e ti comporti in modo opposto a quella pubblicità che diceva: "Se non giochi, non vinci", cioè dici a te stesso: "Se non vinco, non gioco".

2) Il secondo modo in cui può funzionare la timidezza è come paura del rifiuto, della presa in giro o del sentirsi messi all'indice, quindi come vergogna.

Senti magari di valere come persona e hai una buona autostima, però sei attento a tutti i segnali di reazione negativi nei tuoi confronti e non ti va di apparire per meno di quello che sei.

Perché si sa, in mezzo agli altri il controllo può essere più difficile esercitarlo... basta l'estroverso di turno che ti butta addosso una battuta, e tutti ridono di te. E tu questo non riesci a sopportarlo.

Questo secondo modo, basato sulla vergogna, può essere più vicino all'ossessività o alla paranoia che all'ansia, a seconda di come si esprime.

Fobia sociale


La timidezza può essere una caratteristica benigna, quindi lieve, addirittura amabile in certe persone, come nei bambini. Oppure può essere più pronunciata e diventare invalidante, mettendoti dei veri e propri limiti alla vita sociale.

In questo caso si chiama fobia sociale.

La fobia sociale è timidezza con gli steroidi. È un timore talmente grande del contatto con gli altri che appena entri in un locale e ti senti gli occhi di tutti puntati addosso, può venirti un attacco di panico.

Quindi è importante capire cosa è cosa, perché per diagnosticare una fobia sociale occorre capire il livello di disagio della persona.

Flessibilità di scelta


Perciò se di base tu sei un introverso, come lo sono io ad esempio, puoi benissimo scegliere innanzitutto di non essere timido.

E scegliere, inoltre, di comportarti da estroverso quando ti serve, e quindi aprirti e divertirti in mezzo agli altri solo quando lo vuoi tu.

Per superare una fobia sociale è necessaria una terapia, per superare invece una leggera timidezza o per essere capaci di vestire a comando i panni dell'estroverso può bastare una consulenza psicologica, per imparare le abilità sociali che ancora ti mancano.

Nel mio lavoro mi trovo spesso ad aiutare molti ragazzi e ragazze - e adulti - che hanno problemi come questi e, se la persona è motivata a superarli, si può fare abbastanza presto.

Allo stesso modo, se sei di base un estroverso potresti trovare utile imparare a essere più in contatto con te stesso e a non aver bisogno per forza degli altri, per stare bene. Ad esempio per studiare meglio.

Perché la vita è tutta questione di equilibrio e flessibilità vuol dire avere la capacità di piegarsi, anche in modo notevole, senza spezzarsi, e poi tornare alla forma originaria._


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