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Il paranoico è anche ansioso?

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Il paranoico è anche ansioso?

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modello strategico - 19/03/22

Spiegato in modo facile, il paranoico è la persona sospettosa, che vede pericoli ovunque, li anticipa e prende contromisure.

Ma paranoia e ansia sono la stessa cosa? E in cosa si distinguono?



Puoi essere più o meno paranoico e, contrariamente a quanto potresti pensare, la paranoia è favorita dalla natura. Qualsiasi animale allo stato selvaggio, non addomesticato, specie se subisce gli attacchi dei predatori, è paranoico.

Gli animali tendono a evitare il contatto con l'uomo, perché fra di loro ha la fama di essere troppo furbo; con gli animali più grossi, perché sono più forti; ed evitano in generale tutte le situazioni che non conoscono.

Ad esempio, hai presente quelle piantagioni ai lati delle superstrade, dove gli alberi sono disposti in file precise e ordinate, tanto che se ne guardi uno nella prospettiva giusta, quando ci passi in automobile, non vedi tutti gli altri che gli stanno dietro, perché rimangono coperti?

Infatti, nel gergo militare gli schieramenti ben fatti si chiamano "allineati e coperti".

Ecco, è stato visto che gli animali selvatici evitano come la peste questi boschi artificiali, perché sono strani. Per un animale abituato a vedere le piante disposte a caso, in natura, una fila precisissima di alberi, uno dietro l'altro, è segno che qualcosa non va.

"Qui c'è lo zampino dell'uomo" pensano. "E io me la batto".

Sì, ma a cosa serve la paranoia?


La paranoia è favorita dalla natura, cioè dall'evoluzione, perché aiuta la sopravvivenza.

Una delle leggi fondamentali della biologia è che gli esseri viventi vengono al mondo per svolgere due missioni: sopravvivere e riprodursi.

Poi la puoi rigirare come vuoi: la fama, i soldi, le belle macchine, tanto sempre nel solito posto si va a finire.

Per potersi riprodurre bisogna prima sopravvivere. E quindi la diffidenza è alla base della sopravvivenza. Ecco perché gli animali sono diffidenti. Non solo dei predatori, ma di tutte le situazioni ignote, o del cibo che non conoscono.

Talmente è raffinato il meccanismo della diffidenza negli animali, che molti riescono a ricordare ciò che hanno mangiato tanto tempo prima, e che gli ha fatto male.

Anche a te sarà venuta la nausea, qualche volta, dopo aver fatto indigestione di qualcosa e poi per molto tempo non ne hai più voluto sentire neanche l'odore.

Paranoia calda, paranoia fredda


Paranoia e ansia sono la stessa cosa?

No. Però, parlando di ansia, la paranoia è più vicina all'ossessività che alle fobie.

Tutte e tre - paranoia, disturbi ossessivi e fobie - sono reazioni alla percezione di un pericolo, o rischio.

La differenza è che mentre la fobia è una reazione con sintomi fisici, che nel grado più intenso può arrivare all'attacco di panico, con tachicardia, sudorazione, respiro corto ecc., l'ossessione è una reazione mentale.

L'ossessivo è un ansioso che cerca di prendere precauzioni, per evitare di trovarsi di fronte alle situazioni che gli causano ansia. Ad esempio, nella paura dei luoghi affollati, il fobico non li evita attivamente, ma appena si trova in mezzo a tante persone ha paura.

Anche l'ossessivo ha paura, e per evitare di averla si premunisce: si informa prima di andare in un certo posto, per sapere se sono previste manifestazioni. Ecco perché l'ossessività può essere vista come una forma evoluta di ansia: l'ansia che parte come una fobia, cioè dal fisico, tende a trasformarsi abbastanza presto in ossessività, cioè diventa mentale. La persona impara e comincia a prevenire.

Il paranoico, invece, esce di casa e si porta dietro un'arma. Oppure il cugino più grosso. Così, in caso di bisogno potrà sempre difendersi.

La differenza fondamentale è che il paranoico non è necessariamente un ansioso. Può esserlo, e infatti in terapia breve strategica è definita una tipologia di persona chiamata ossessivo-paranoica, corrispondente pressappoco alla diagnosi di ansia generalizzata del DSM.

È la persona che rimugina continuamente su ciò che potrebbe andargli male o anche su ciò che gli è andato male in passato. Il pensiero sulle cose che vanno storte è sempre in modalità "on", in queste persone. Murphy, quello della legge di Murphy, era di sicuro un ossessivo-paranoico.

Quindi può esserci sovrapposizione fra prevenzione preoccupata e prevenzione fredda di un pericolo, cioè fra ansia e paranoia.

La psicologia, ricordiamolo, è tutta questione di percezione. "Pericolo" e "rischio" hanno sempre una forte componente soggettiva. Ciò che per alcuni può rappresentare un pericolo, per altri è un divertimento.

La reazione alla prospettiva di un dato pericolo può anche essere del tutto fredda. Come nel caso del mercenario che vidi intervistato in tv, tempo fa, che con noncuranza avvertiva l'intervistatore che un suo compagno li stava tenendo sotto tiro, appostato di nascosto con un fucile, perché non si sa mai.

"Se non mi tocchi, io non ti tocco, se tu mi tocchi io ti uccido" sembrava fosse il loro motto.

Comunque, senza arrivare al livello "Rambo", nel dubbio, un po' di sana diffidenza non ha mai fatto male a nessuno.

Essere paranoici è un'arte e la paranoia è istruttiva, a piccole dosi.

Anche perché, come diceva Kurt Cobain, il fatto che tu sia paranoico non significa che qualcuno non ti stia dando la caccia._


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