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Le domande dell'ansioso - N.3

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Le domande dell'ansioso - N.3

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psicoterapia – 21/01/22

Domanda N.3: "Dottore, ma non è che facendo come dice, il mio problema aumenterà?"



Eccoci giunti alla terza puntata della videoserie sulle domande frequenti che le persone ansiose fanno al terapeuta.

Rispondiamo alla domanda con un'altra domanda:

Tu sei più una persona da amuleto o da talismano?

Nelle tradizioni magiche e occultistiche, il talismano protegge, l'amuleto attira.

Il talismano serve per proteggerti dagli influssi negativi, mentre l'amuleto serve per attirare la fortuna.

Anche i disturbi d'ansia, specie quelli ossessivi, possono funzionare in questi due modi.

Attraverso comportamenti e rituali preventivi, volti a evitare che ti succeda qualcosa di male, ad esempio evitare di pestare le righe fra le mattonelle mentre cammini o controllare molte volte il rubinetto del gas prima di uscire di casa.

Oppure attraverso rituali propiziatori, con i quali speri di far sì che succeda qualcosa di desiderabile, come ripetere mentalmente certe frasi o formule.

Com'è facile capire, la domanda di questa puntata, cioè: "Ma non è che facendo come dice lei, dottore, il mio problema aumenterà?" appartiene al primo tipo, cioè a una mentalità preventiva, quando cerchi di evitare che ti succeda qualcosa di male.

Ed è il più comune, perché l'ossessivo è una persona sempre preoccupata, quindi più sulle difensive e pessimista, piuttosto che ben disposta per cercare di attrarre la fortuna.

Quindi, se soffri di ossessività sarai probabilmente più una persona da amuleto, che da talismano.

Quando una persona viene da me per curare l'ansia, e io le suggerisco di mettere in atto determinati comportamenti, una delle reazioni possibili è la preoccupazione che mettendo in atto quei comportamenti, potrebbe peggiorare.

Questo tipo di pensiero è ciò che gli psicologi chiamano pensiero magico, che è poi lo stesso che vediamo in azione nelle superstizioni.

Ti hanno sempre detto che mettere le forbici sul letto porta male... e quindi non lo fai.

Hai sempre saputo che passare sotto le scale porta male... e tu magari non ci credi, però per sicurezza non ci passi.

Il pensiero magico consiste nel credere che facendo una determinata cosa A ne succederà un'altra B, senza però alcun legame evidente fra A e B, cioè senza che si possa capire come A possa causare B.

Com'è che se metti le forbici sul letto ti può capitare qualcosa di male?

Certo, se ti ci siedi sopra...

Eh, ma gli influssi maligni...

Ma se tu credi che mettere le forbici sul letto ti porterà qualcosa di male, fatalmente ciò si avvererà!

Allora, per evitare di cadere nella superstizione, o perlomeno, nella superstizione che ti fa sospettare che se fai quello che ti prescrivo di fare, potresti peggiorare, l'unico modo è un atto di affidamento di segno opposto.

Affidarsi non vuol dire atto di fede: l'atto di fede è quando tu già credi in qualcosa.

L'affidamento consiste invece nel decidere di provare a fare quanto ti viene suggerito anche se non ne sei convinto.

Ad esempio potresti pensare: "In fondo, se mi dice di fare così, forse ha un buon motivo per farlo. Ha studiato tanti anni... poi sto spendendo anche dei soldi per venire qui... forse dovrei almeno provare.

Anzi, più che provare, dovrei impegnarmi nel fare quanto mi viene detto nel miglior modo possibile".

E se ci pensi questo è un ottimo modo di imparare la disciplina: non ti va di fare qualcosa, e tu la fai lo stesso.

A dirti se avrai fatto bene o male, ad affidarti, saranno i risultati. Se poco dopo inizierai a vedere dei miglioramenti, allora sarà un'indicazione che sta funzionando.

A quel punto avrai un punto di vista del tutto nuovo. Avrai fatto qualcosa che credevi avrebbe potuto farti peggiorare... e invece sei migliorato.

Questo ti servirà da stimolo per impegnarti ancora di più e farti acquisire fiducia, non solo nel terapeuta, ma in te stesso._

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